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La 18a edizione dell’IBF – International Book Forum si chiude con numeri da record. Oltre 900 gli iscritti alla piattaforma matching – appositamente messa a punto dalla società torinese Risolviamo – e più di 7000 le richieste di appuntamento che hanno generato oltre 3500 incontri tra professionisti del settore editoriale e audiovisivo. Lo spazio Ibf quest’anno è stato davvero parte integrante del Salone del Libro, perché allestito nel Padiglione 3 del Lingotto, al fine di favorire la relazione tra editor, agenti, editori, produttori, espositori e professionisti.

L’area di incontro dinamica e redditizia è tra le poche iniziative al mondo a incoraggiare e promuovere la conoscenza reciproca tra l’industria italiana e internazionale con quella globale della produzione editoriale e audiovisiva. Infatti, dall’8 all’11 maggio 2019, si sono dati appuntamento a Torino professionisti da ben 39 Paesi: Albania, Algeria, Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Cina, Croazia, Danimarca, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Iran, Irlanda, Israele, Italia, Macedonia, Messico, Principato di Monaco, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, San MarinoSerbia, Siria, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ucraina. Forte l’incremento quest’anno di partecipanti provenienti da Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Federazione Russa, per un Salone davvero internazionale.

L’Ibf ha confermato la sezione professionale Book to Book, realizzata con il supporto di ICE -Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che ha visto la presenza di importanti editor internazionali, invitati a confrontarsi con case editrici e agenti letterari, per leggere, conoscere e acquistare opere italiane, e a dialogare con il pubblico del Salone. Tra questi, Jonathan Galassi, presidente di Farrar, Straus & Giroux.

 

Book to Screen, sostenuta dal MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali e patrocinata dal prestigioso progetto Eurimages (il fondo del Consiglio d’Europa per la co-produzione, la distribuzione, l’esposizione e la digitalizzazione delle opere cinematografiche europee) e dalla Film Commission Torino Piemonte (FCTP), è invece la sezione specializzata in diritti audiovisivi per il cinema, la televisione e il teatro. Poiché i prodotti di maggior successo sono quelli tratti da libri, l’intento è stato creare legami e connessioni tra i due mondi.

Affinata la formula del seminario del mercoledì, che si è tenuto alla la Scuola Holden, durante il quale è stato affrontato il tema della sinergia tra contenuti editoriali e loro adattamenti, si è fatto il punto sul mercato in Sud America e dato via alla partnership con il TorinoFilmLab per aggiungere nuove collaborazioni a quelle preziosissime e già ben avviate da tempo, MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali ed Eurimages, partner del progetto.

 

I giudizi dei partecipanti

«Ho molto apprezzato l’incontro con persone così interessanti in un dibattito davvero utile. Spero riuscirete a portare avanti questo progetto, la nostra industria ne trarrà beneficio», ha dichiarato Roberto Sessa, produttore Picomedia. La produttrice inglese Tanya Seghatchian ha detto: «Ho gradito tantissimo l’opportunità di far parte di un incontro con persone internazionali e prestigiose, e di acquisire visioni e prospettive concrete da Stati Uniti, Francia e Italia, attraverso gli incontri di lavoro e la “Fellowship”. L’ho trovato personalmente molto stimolante e spero che il pubblico e i colleghi lo abbiamo trovato egualmente utile».

Secondo Deborah Kaufmann della Legendary Entertainment, l’Ibf è «un’opportunità unica di scoprire una vitale comunità editoriale italiana e di stabilire nuovi legami con l’industria cinematografica», mentre l’agente Laura Grandi di Grandi Associati ha descritto così lo spazio professionale del Salone: «Un gruppo di persone molto interessanti, una bella atmosfera e un’ospitalità estremamente generosa, cose rare da trovare in altre fiere: Torino è una star nell’ospitare eventi come questo e nel creare nuove connessioni».

Queste le parole dell’editor di Grove Press Elisabeth Schmitz: «Siete riusciti a trasmettere insieme una straordinaria varietà di professionisti dell’industria editoriale e cinematografica in un vivace dibattito. Credo ci sia molto lavoro qui, per una casa editrice indipendente come la nostra, mossa dall’interazione tra editori internazionali e agenti». L’editor Anne Michel della francese Éditions Albin Michel ha infine dichiarato: «È stata una grande occasione per parlare dei libri e dei futuri progetti con gli editori italiani con i quali condivido autori; mi ha dato anche la possibilità di incontrare nuovi editori Italiani e stranieri con i quali rimarrò sicuramente in contatto».



Le Fellowship

Cinquanta operatori internazionali provenienti dall’industria editoriale e dal settore audiovisivo si sono incontrati nell’anteprima di mercoledì 8 maggio alla Scuola Holden per un panel aperto a tutti gli editori del Salone e agli iscritti Ibf, pensato per ascoltare le esperienze di nomi chiave dell’editoria e della produzione audiovisiva. Tra gli argomenti affrontati La Golden Age dei libri sugli schermi con David Rogers (Agent David Rogers Literary), Deborah Kaufmann (Literary Consultant for Legendary), Roberto Sessa (Producer Picomedia), Tanya Segathchian (Independent Film Producer), Laura Grandi (Grandi e Associati), e ancora Come vengono prese le decisioni, di cui hanno discusso Jonathan Galassi (Publisher and editor Farrar Straus and Giroux), Stefano Coletta (General director Rai Tre), Casiana Ionita (Editor Penguin Press), Paula Canal (Agent Indent Literary Agency), Iole Giannattasio (MiBAC), Sandro Ferri (Publisher and editor Edizioni e/o, Europa Editions US UK), Nicolas Roche (BIEF Bureau international de l'édition française).